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E’ stato perentorio l’annuncio rilasciato sul finire della scorsa settimana dal Ministero della difesa di

Nuova Delhi in merito all’accettazione della richiesta di arbitrato proposta da AugustaWestland, società

controllata dal gruppo Finmeccanica, per la commessa di velivoli leggeri.

Viene dunque messo un punto alla vicenda che ha mosso per settimane la stampa ed il mondo

dell’industria e che ha fomentato i principali Ministeri d’oriente ed d’Occidente. Il contenzioso, che

aveva per oggetto l’acquisto, siglato nel 2010, di dodici elicotteri WIP/VIP da parte dell’India, ha fatto

scalpore ad inizio 2013 per un’accusa di corruzione sporta verso la società italiana leader nel settore

industriale dell’alta tecnologia e che ha portato le Autorità indiane a bloccare le trattative, cercando di

sciogliersi dall’impegno preso con l’italiana ‘corrotta’.

Via uno, sotto l’altro

Ordine cancellato ed arbitrato approvato che, nonostante i 560 milioni in meno nelle casse del gruppo,

hanno portato Finmeccanica a recuperare terreno sul mercato, non solo dal punto di vista borsistico

(con una quotazione ad oggi volata a quota 5,65 euro per azione), ma anche dal lato reputazionale.

Mentre, infatti, la risoluzione con effetto immediato proposta da Nuova Delhi non annulla

definitivamente il contratto, ma ne congela solamente l’esecuzione fino alla decisione dell’arbitro

internazionale preposto, dall’altro porta a non far gravare sulla società industriale l’obbligo immediato

di rimborso di acconti ed anticipi già versati dal governo indiano (oltre 250 milioni), dilungando quindi

i termini di un’eventuale ri-uscita di cassa.

Per ogni fine vi è sempre un inizio, inoltre, ed in tal caso, Finmeccanica, ha trovato il suo nuovo inizio

in Nord Africa: la società ha infatti firmato nelle scorse ore, tramite la joint venture in ATR, un accordo

per la vendita di tre nuove ATR 72-600 (con un giro d’affari superiore ai 74 milioni di dollari) con la

compagnia di bandiera algerina (che, grazie a quest’ultima commessa, consoliderà il proprio dominio

sul territorio nord-africano con una flotta totale di quindici velivoli).

India in pacifica attesa, Nord-Africa in strategico consolidamento e Finmeccanica in up-trend: tutto è

bene quel che finisce insomma, a patto che quel ‘bene’ una turboelica.

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